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giovedì 5 giugno 2014

Downton Abbey - Terza stagione

Locandina della terza
stagione
Dopo una prima stagione celebrata come un capolavoro e una seconda stagione che è riuscita a mantenere alto il livello qualitativo della serie, nel 2012 viene trasmessa la terza stagione di Downton Abbey.

Questa nuova stagione inizia da dove si era interrotta la precedente, ossia il tanto atteso matrimonio tra Matthew e Mary, che viene celebrato non senza qualche tribolazione.
Infatti Robert, a causa di investimenti sbagliati, ha perso tutta la dote di Cora, e quindi rischia di perdere Downton Abbey. Nello stesso periodo Matthew scopre di essere l'unico erede dell'immensa fortuna posseduta dal padre di Lavinia; tale denaro sarebbe più che sufficiente a salvare la tenuta di famiglia, ma Matthew è intenzionato a rinunciare al denaro, e Mary ovviamente non la prende bene. Alla fine però cambierà idea e accetterà l’eredità, anche grazie a una lettera scritta dal padre di Lavinia, in cui si viene a sapere che era a conoscenza di ciò che Matthew aveva fatto a Lavinia, e che nonostante ciò aveva deciso di nominarlo suo erede. Quindi Downton Abbey è salva e Matthew incomincia a collaborare con Robert alla gestione della tenuta.
Nel frattempo la capocameriera Anna continua nelle sue indagini per scarcerare suo marito Bates, e alla fine ci riesce, anche se tra mille difficoltà. Infatti la vicina di casa della signora Bates, la signora Bartlett,alla fine testimonia in favore di Bates, che viene sollevato da ogni accusa.
Ma a ravvivare l'atmosfera a Downton Abbey c'è il forte contrasto nato tra la signorina O'Brian e Thomas, causato dall'assunzione come cameriere del nipote della signorina O'Brian.
Intanto Edith e sir Anthony si fidanzano, nonostante la poco velata opposizione dei parenti di lei. Vengono quindi fissate le nozze, ma proprio quando i due promessi sposi giungono di fronte all'altare, sir Anthony ci ripensa, gettando nella più completa disperazione Edith.
Ma la vera tragedia deve ancora verificarsi. Sybil e Branson giungono a Downton dopo che lo stesso Branson si era andato a cacciare in un brutto guaio in Irlanda, per cui Sybil è costretta a partorire lì. Quando giunge il momento del parto però,è subito evidente che qualcosa non va, e il dottor Clarckson, il medico di famiglia che rileva i  sintomi dell'eclampsia. Ma Robert, non fidandosi del dottore, ha chiamato un luminare della medicina, Sir Philip Tapsell, che invece dice loro che non c'è nulla di cui preoccuparsi. Sybil partorisce una bambina, ma nella notte muore proprio a causa di un attacco di eclampsia.

Il cast della terza stagione
A questa tragedia segue un periodo molto travagliato per l'intera famiglia, soprattutto per Robert: sua moglie Cora infatti lo incolpa della morte della figlia per non aver dato ascolto al dottor Clarckson, mentre Matthew comincia a criticare il modo in cui è gestita la tenuta. Ci sono poi attriti anche con Branson, che vuole un battesimo cattolico per la figlia.
Intanto nella "guerra" tra Thomas e la signorina O'Brian ha la meglio quest'ultima, tanto da riuscire quasi a far cacciare Thomas da Downton Abbey.
Lentamente però ognuna di queste tensioni si allenta: Cora e Robert si riappacificano, anche grazie all'intervento di Lady Violet, e anche i rapporti con Matthew e Branson. Edith comincia a lavorare come opinionista per un giornale, nonostante l'opposizione del padre, e conosce Michael Gregson (Charles Edwards), che si innamora di lei. Peccato però che sia già sposato… Inoltre Mary riesce finalmente a rimanere incinta.
Arriviamo così all'ultima puntata della serie: la situazione economica di Downton Abbey migliora grazie all'intervento di Matthew e Branson, e Mary partorisce un figlio maschio, ossia il futuro erede di Downton Abbey. Tutto sembra andare a gonfie vele, ma nelle ultime scene di questa stagione, assistiamo alla scioccante morte di Matthew in un incidente stradale.

Di certo non si può dire che questa stagione di Downton Abbey sia stata avara di colpi di scena. La morte di due personaggi importanti per la serie ha avuto e avrà importanti ripercussioni sulle prossime stagioni, soprattutto per quanto riguarda la morte di Matthew. Infatti sono molto curioso di vedere come un tale personaggio verrà rimpiazzato, perché diversamente da Sybil, che ha sempre avuto un ruolo più marginale, Matthew si può dire che è stato il protagonista principale, assieme a Mary, delle prime due stagioni.

Michael Gregson, interpretato da Charles Edwards,
è praticamente l'unico personaggio nuovo della serie.
Per il resto, mi sento di dire che la qualità a livello di recitazione, regia e sceneggiatura rimane molto alta, anche se in più di un occasione ho percepito alcune forzature a livello di sceneggiatura. Comunque nulla che pregiudichi l'ottimo giudizio che ho di questa stagione.
A differenza delle precedenti stagioni, le prime otto puntate della terza stagione si sviluppano in un range temporale di pochi mesi, dal Marzo del 1920 al Settembre dello stesso anno. Solo con l'ultima puntata, "Un viaggio nelle Highlands", si osserva un salto temporale più ampio, di circa un anno (si svolge infatti nel Settembre del 1921).
Mentre scrivevo queste righe mi sono soffermato a pensare alla figura di Edith e allo strano ribaltamento dei ruoli che si è generato al termine di questa stagione. Se alla fine della seconda stagione Edith appariva delle tre la sorella sfigata, dopo la morte di Sybil e Matthew viene invece da pensare che tutto sommato quella fortunata è lei, tanto che ha pure un corteggiatore.

Comunque , a parte questa personale osservazione di scarsa importanza, ritengo che proprio uno dei punti di forza della serie sia quello di aver creato dei personaggi che si possono amare o odiare, ma che è quasi impossibile che possano lasciare indifferenti gli spettatori. Per questo motivo appena mi sarà possibile andrò a vedermi la quarta stagione di questa splendida serie.

domenica 18 maggio 2014

American Horror Story - The Murder House (seconda parte)

Locandina prima serie
Abbiamo visto nel post precedente il preludio ai fatti narrati in questa serie, che inizia con l'arrivo della famiglia Harmon a Los Angeles, e che si stabilisce nella casa denominata dalla popolazione locale "The murder house". Gli Harmon sono una famiglia a dir poco problematica: Ben (Dylan McDermott) è uno psicologo sposato che ha tradito la moglie con una sua studentessa; Vivien (Connie Britton), la moglie viene ha appena subito un aborto spontaneo e la scoperta del tradimento di suo marito non fa che peggiorare il suo stato d'animo; e infine c'è Violet (Taissa Farmiga), la figlia adolescente, che ha più volte mostrato tendenze suicide.

La nuova sistemazione però si dimostrerà molto più problematica di quanto si aspettavano: fin dal loro arrivo scoprono che i precedenti inquilini, una coppia omosessuale, è morta nella casa in circostanze che fanno pensare a un omicidio/suicidio, mentre la vicina di casa Constance (Jessica Lange) e sua figlia Adelaide (Jamie Brewer) cominceranno a fare numerose visite indesiderate. Poco dopo assumeranno Moira, che è un fantasma della casa, come domestica, e che a Ben appare come una provocante ragazza dai capelli rossi (Alexandra Breckenridge) mentre a Vivien e Violet appare come una donna anziana (Frances Conroy).
Ben inizia a esercitare la professione di psicologo ricevendo in casa una serie di pazienti uno più inquietante dell'altro: tra questi c'è Tate (Evan Peters), un adolescente psicotico che si innamorerà di Violet; si scoprirà poi che anche Tate è un fantasma ed è anche figlio di Constance.
Nel frattempo Vivien resta incinta di due gemelli che sono il risultato di una rara superfecondazione eteroparentale: uno dei gemelli è del marito Ben, mentre l'altro è di Tate, con cui Vivien ha avuto a sua insaputa un rapporto sessuale. La maternità di Vivien attirerà l'attenzione di numerosi fantasmi che desiderano appropriarsi dei futuri pargoli. Tra questi c'è Nora (Lily Rabe), che ancora non si è rassegnata alla perdita del figlio Thaddeus, e Hayden (Kate Mara), l’amante di Ben che era anche lei in attesa di un figlio quando viene uccisa da Larry (Denis O’Hare), uno dei pochi ex inquilini della casa a non essere ancora morto.

La famiglia Harmon al completo
Nonostante il susseguirsi di fenomeni strani e inquietanti, e spesso anche violenti (per esempio tre persone penetrano con la forza nella casa e cercheranno di uccidere Vivien e Violet nel tentativo di emulare una strage avvenuta sempre in quella casa nel 1968), gli Harmon sembrano non rendersi conto di trovarsi circondati da fantasmi, molti dei quali tramano contro di loro.
Quando capiranno in che situazione si sono cacciati però, sarà troppo tardi. Violet non reggerà alle problematiche che l'assillano, sia adolescenziali che familiari, e si uccide, anche se ne lei ne la sua famiglia se ne accorgerà subito. Poche settimane dopo invece Vivien dà alla luce i due gemelli, ma il parto ha delle complicazioni e lei e il figlio di Ben muoiono. Ben viene ucciso poco più tardi dal fantasma di Hayden, che vuole appropriarsi del figlio di Tate, nato sano, ma alla fine interverrà Constance che sa di esserne la nonna è riuscirà a portarselo con sé.
Nella morte la famiglia Harmon raggiunge un'armonia che in vita erano mai riusciti a raggiungere, e si assumeranno il compito di spaventare e mettere in fuga tutti i potenziali nuovi acquirenti della casa, prima che finiscano uccisi come è toccato a loro.
La serie si conclude tre anni più tardi, quando il figlio di Tate, che Constance ha chiamato Michael, manifesta la sua diabolica natura uccidendo la tata.

Un'immagine della casa in stato di abbandono
A mio parere la prima serie di American Horror Story è stata una vera e propria ventata di novità nell'ambito delle serie TV, molto più orientate verso il genere della commedia o dell'action. Soprattutto le prime puntate riescono ad apparire particolarmente inquietanti, anche grazie all'impiego di inquadrature innaturali e a una schiera di personaggi molto caratteristici, anche se all'inizio la narrazione risulta piuttosto caotica. L'impressione è che gli autori abbiano cercato di infilare in una manciata di puntate tutti gli stereotipi e i cliché possibili riguardo alle case infestate, ma sono comunque stati bravi a gestire il tutto, tanto che con il procedere delle puntate la storia incomincia a delinearsi meglio e a risultare particolarmente coinvolgente. È inoltre evidente il grosso lavoro svolto dagli autori nella creazione dei personaggi,ì che, per quanto improbabili in alcuni casi,  si comportano, chi più chi meno, coerentemente alla propria personalità.
Tra gli attori un elogio particolare va a Jessica Lange, che ha fornito un'ottima interpretazione del personaggio di Constance, e che le è valsa anche un Golden Globe.

In definitiva, si tratta di una serie che ho apprezzato molto, con una serie infinita di colpi scena che però non vanno mai a pregiudicare la coerenza della storia.

venerdì 16 maggio 2014

American Horror Story - The Murder House (prima parte)

Un poster del film
La prima stagione di American Horror Story è andata in onda per la prima volta negli USA nel 2011, raccogliendo subito i favori del pubblico e della critica, tanto da guadagnare numerosi riconoscimenti. Si tratta di una serie TV atipica, in quanto ogni stagione racconterà una storia a sé, completamente scollegata dalle altre stagioni.
Questa serie mi è piaciuta così tanto che non le dedicherò solo un post, bensì due: questo perché ho trovato molto interessante non solo lo stile in cui viene narrata la vicenda (per esempio i flashback iniziali che raccontano il passato della casa o le inquadrature strane che rafforzano il senso di inquietudine che aleggia su tutta la serie), ma anche perché gli sceneggiatori hanno dedicato una certa cura nel creare un passato torbido e sanguinoso alla casa in cui è ambientata la serie. Per certi versi è come se quanto narrato dalla serie sia in realtà solo la punta di un iceberg, e quindi è proprio a questo retroscena, da noi conosciuto attraverso i brevi flashback all'inizio di ogni puntata, di cui andrò a parlare nelle prossime righe.
Dovrebbe essere superfluo aggiungere che quello che segue è una sorta di MEGA SPOILER, ma come si suol dire, uomo avvisato…

Il dottor Montgomery durante uno
dei suoi raccapriccianti esperimenti
Benché la serie sia ambientata nel 2011, per comprendere lo svolgersi dei fatti narrati è necessario partire da molto più lontano.
Per la precisione nel 1922, quando fu costruita la casa che da il titolo alla serie. Il primo proprietario fu il dottor Charles Montgomery (Matt Ross), un medico che annoverava tra i suoi pazienti molte  star di Hollywood, e in cui andò a vivere insieme alla moglie e attrice Nora (Lily Rabe), con la quale ebbe anche un figlio, Thaddeus. Ben presto però l'influsso malefico della casa cominciò a contaminare la mente del medico, che iniziò a fare esperimenti abominevoli su animali nella cantina della casa. A questo va poi aggiunta una forte crisi finanziaria della famiglia; per far fronte a questa situazione, i due trasformano la casa in un ambulatorio clandestino in cui praticavano aborti. Furono oltre 20 le giovani donne che si rivolsero alla coppia fino a quando, nel 1926, si verificò un evento scioccante per la coppia. Infatti una paziente, colta dal rimorso, confessa tutto al fidanzato che per vendicarsi rapisce Thaddeus, all'epoca poco più che un lattante, uccidendolo e facendolo a pezzi. La morte del figlio fa perdere completamente il senno al medico che, una volta recuperato il corpo smembrato del figlio, si applicò per rimetterlo insieme, riuscendo infine a riportarlo in vita (per fare questo pare che abbia utilizzato il cuore ancora pulsante del feto della sua ultima paziente).
Purtroppo Thaddeus si rivelerà essere un mostro immortale assetato di sangue, e di fronte a questo Nora uccide il marito e poi se stessa, mentre Thaddeus si rifugerà nello scantinato, dove attenderà nuove prede per saziare la sua sete di sangue.

Vent'anni più tardi, nel 1947, la casa è occupata da un dentista, il dottor David Curran . Una giovane aspirante attrice, Elizabeth Short, si fa curare dal dentista, che la anestetizza e poi la stupra. Però qualcosa va storto, perché la donna non riprenderà più conoscenza. Il dentista è colto dal panico, e la sua prima idea è quella di nascondere il corpo in cantina: qui gli appare il fantasma del dottor Montgomery che gli offre il suo aiuto. In realtà farà a pezzi il corpo della donna, sbarazzandosi poi dei resti, che faranno molto scalpore (anche perché il caso non fu mai risolto): si tratta infatti dell'omicidio realmente accaduto della Dalia Nera.

Un altro salto di vent'anni e ci troviamo nel 1968, con la casa occupata da cinque ragazze. Una sera tre di loro vanno a un concerto dei Doors, mentre le altre due che rimangono in casa vengono aggredite da uno psicopatico che poi le uccide.

I simpatici Troy e Brian...
 Nel 1978 la casa è abbandonata, ma questo non impedisce ai due gemelli Troy e Brian (Kai e Bodhi Schulz) di entrarci per fare a pezzi quel che rimane dell'arredamento utilizzando mazze da baseball. Sono inutili gli avvertimenti della piccola Adelaide (qui interpretata da Kathelyn Reed)una bambina con la sindrome di Down che staziona davanti alla casa. Dopo essersi divertiti a spaccare tutto quello che gli capitava a tiro, i due gemelli si avventurano nello scantinato, dove vengono uccisi da Thaddeus.

Nel 1983 la casa è di nuovo teatro di un duplice omicidio. Constance (interpretata da una straordinaria Jessica Lange), trasferitasi nella casa con il marito Hugo e i figli Adelaide, Tate e Beauregard, sorprende il marito mentre cerca di violentare la loro cameriera Moira (interpretata nella versione giovanile da Alexandra Breckenridge, mentre nella versione più anziana da Frances Conroy), e in uno scatto d'ira uccide entrambi. Un anno più tardi Constance e i figli vivono ancora nella casa; uno di questi, Tate (Evan Peters), di circa sette anni, viene attratto da qualcosa nello scantinato. Una volta giunto lì viene attaccato da Thaddeus, ma viene salvato dall'intervento del fantasma di Nora che incomincerà a instaurare un rapporto quasi materno con Tate. Comunque Constance si ritroverà sommersa dai debiti, e dovrà abbandonare la casa, trasferendosi nella palazzina adiacente.

Thaddeus dopo l'intervento
del dottor Montgomery
 I nuovi inquilini della casa, agli inizi degli anni '90, sono una famiglia composta da Larry (Denis O'Hare) e Lorraine Harvey, e dalle loro due figlie, Margaret e Angela. L'armonia della famiglia comincia a incrinarsi a causa di Constance, che seduce Larry, convincendolo ad abbandonare la sua famiglia. Messa al corrente di questa sua drastica decisione, Lorraine va in camera delle figlie e da fuoco alla casa, uccidendo e stessa e le figlie. Larry invece sopravvive, e porta in casa con sé Constance e i suoi figli.
Nel 1994 Larry soffoca con un cuscino Beauregard, il figlio deforme di Constance, su richiesta di quest'ultima, perché è venuta a conoscenza che i servizi sociali glielo avrebbero portato via. Tate scopre quanto successo al fratello, quindi prima tenta di uccidere Larry dandogli fuoco e poi, armato fino ai denti, va nella sua scuola dove uccide 15 studenti. Dopo il massacro torna a casa, dove alla fine viene ucciso dalla polizia. A questo punto Constance abbandona di nuovo la casa con la figlia e si trasferisce nella proprietà a fianco.

Chad e Patrick
Nel 2010 i proprietari sono Chad e Patrick (Zachary Quinto e Teddy Sears), una coppia gay in piena crisi sentimentale e finanziaria, in quanto tutti i loro piani sono andati in fumo. Avevano deciso di acquistare la casa per ristrutturarla e poi rivenderla, ma con la crisi del settore immobiliare diventa per loro impossibile portare a termine il piano. A livello sentimentale invece Chad è praticamente certo che Patrick lo tradisca, e la crisi tra i due mette anche in discussione la precedente scelta di adottare un bambino. Questa rinuncia a sua volta fa saltare i piani di Tate, che aveva promesso a Nora un figlio, in sostituzione di Thaddeus che ora  è un mostro. Tate quindi, nelle vesti dell'Uomo di gomma, uccide la coppia facendolo sembrare un suicidio.


È a questo punto che inzia la serie: la famiglia Harmon, composta dallo psichiatra Ben (Dylan McDermott), la moglie Vivien(Connie Britton) e la figlia adolescente Violet (Taissa Farmiga), si trasferiscono da Boston a Los Angeles, stabilendosi in una grande casa appena ristrutturata...  

sabato 10 maggio 2014

Downton Abbey - Seconda stagione

Locandina della seconda stagione
Dopo il grande successo della prima stagione, la serie TV "Downton Abbey" torna a raccontare le storie che coinvolgono la famiglia Crowley e la loro servitù nella seconda stagione della serie.
Riuscirà questa seconda stagione ad essere all'altezza della prima?

Trama e personaggi
Come nella prima stagione, anche le otto puntate (più lo speciale natalizio) di questa stagione coprono un lasso di tempo molto ampio: addirittura più di tre anni, iniziando nel bel mezzo della prima guerra mondiale (1916) fino al natale del 1919.
Durante la guerra, anche l'aristocrazia deve fare la sua parte e a Downton Abbey non si tirano indietro, tanto che la famiglia Crowley accetta di trasformare la loro dimora di campagna in un convalescenziario, e di aiutare in prima persona i feriti che vi vengono ricoverati. In questo scenario vediamo muoversi i personaggi che abbiamo imparato a conoscere nella prima serie, ai quali già nelle prime puntate, si vanno ad aggiungere nuovi personaggi che avranno un ruolo importante nello svolgersi degli eventi.
Mary e Matthew, a un passo dal fidanzamento alla fine della prima stagione, si ritrovano invece fidanzati  rispettivamente con Richard Carlisle (Iain Glen) ricco uomo d'affari in campo editoriale e Lavinia Swire (Zoe Boyle), figlia di un importante avvocato londinese. Come è facile aspettarsi, entrambi i fidanzamenti risulteranno particolarmente burrascosi, specialmente quello tra Mary e Richard Carlisle. Un altro fidanzamento poi turberà la vita di Downton Abbey: quello tra Sybil e Branson (Allen Leech) l'autista della famiglia Crowley, già visto durante la prima stagione, che nonostante la differenza di classe vogliono a tutti i costi sposarsi.
Per quanto riguarda la servitù, a rubare la scena sarà il burrascoso "triangolo amoroso" tra il signor Bates, sua moglie Vera (Maria Doyle Kennedy) e la capocameriera Anna, fortemente intenzionata a sposare il signor Bates. Abbiamo poi il ritorno di Thomas, prima nelle vesti di infermiere, e poi a guerra finita verrà reintegrato tra la servitù.
La guerra non miete molte vittime a Downton Abbey, eccetto per Matthew, che si ritroverà su una sedia a rotelle, e per il povero William, che in punto di morte riuscirà a sposare Daisy (quasi costretta dalla signora Patmore a fare il grande passo).
Con la fine della guerra, anche Downton Abbey cercherà di tornare alla normalità, ma i cambiamenti che hanno avuto luogo negli ultimi anni si riveleranno in gran parte irreversibili.

Due nuovi importanti personaggi della serie:
Lavinia Swire e Richard Carlisle.
Analisi e commenti
Anche per questa stagione la sceneggiatura è stata affidata alle sapienti mani di Julian Fellowes, creatore della serie, e il risultato è sotto gli occhi di tutti: nove puntate ben orchestrate in cui ogni sottotrama si incastra con una naturalezza quasi disarmante. A livello di sceneggiatura gli unici punti deboli riguardano un certo eccesso di buonismo, soprattutto tra padroni e servitù, che il contesto della guerra solo in parte giustifica, e una serie di svolte nella trama che mi sono apparse un po' troppo brusche. Per esempio la morte di Lavinia sembra essere una forzatura per eliminare  dalla storia un personaggio diventato scomodo, ovviamente ai fini della trama, oppure la velocità con cui Matthew cambia idea e decide di sposare Mary lascia un po’ confusi. Un'altra questione che non reputo negativa ma che mi ha lasciato un po' perplesso è la scelta di concentrare in poche puntare eventi che si verificano in un margine temporale molto ampio (quasi sei anni, se si considerano le prime due stagioni): è una cosa che guardando la serie non si nota molto, soprattutto a livello dei personaggi, che non sembrano subire più di tanto il passare del tempo.
Il signore e la signora Bates.
In generale tutti gli attori si dimostrano all'altezza della sceneggiatura, anche se a mio parere la migliore interpretazione è quella di Michelle Dockery, nei panni di Mary, abile nel mostrare tramite sguardi e atteggiamenti lo stravolgimento interno che il personaggio subisce a causa dell'amore non corrisposto per Matthew, e allo stesso tempo a causa del matrimonio con Carlisle organizzato per sfuggire allo scandalo. Ottima anche l'interpretazione di Laura Carmichael nei panni di Edith, che nel corso delle puntate deve subire una delusione amorosa dietro l'altra.
Come nella prima stagione, anche in questa Fellowes inserisce nello svolgersi delle puntate dei riferimenti a fatti realmente accaduti: oltre allo svolgersi della prima guerra mondiale di cui abbiamo già accennato, viene spesso tirato in ballo il famoso Scandalo Marconi, un episodio di corruzione politica che ebbe una grande risonanza in Gran Bretagna e che nella serie vedrebbe coinvolti Richard Carlisle e Lavinia. Inoltre anche la famosa epidemia influenzale del 1918, la famigerata“Spagnola”, farà la sua triste comparsa nelle ultime puntate della stagione, stravolgendone la trama.

Conclusione
Probabilmente il livello raggiunto dalla prima stagione è inarrivabile, ma anche questa seconda stagione è di ottima fattura e merita di essere vista, soprattutto se vi è piaciuta la prima stagione. Il finale inoltre offre una serie di interessanti spunti che rendono la terza stagione della seria fortemente attesa.

mercoledì 7 maggio 2014

666 Park Avenue - Prima stagione

Terry O'Quinn e Vanessa Williams
in una scena della serie TV
Si tratta di una serie TV prodotta dalla ABC e ispirata alla serie di romanzi omonima  scritta da Gabriella Pierce. Dopo una prima stagione caratterizzata da bassi ascolti, la scelta è stata quella di interrompere la serie.

Trama e personaggi
Gran parte della serie è ambientata al "Drake", un grosso e lussuoso condominio situato nel cuore di New York e guidato dal ricco Gavin Duran (interpretato dal convincente Terry O'Quinn, famoso soprattutto per aver interpretato John Locke nella serie Lost ) e sua moglie Olivia (interpretata da Vanessa Lynn Williams, prima afroamericana a vincere il titolo di Miss America e anche famosa cantante, con una lunga carriera televisiva). La serie ha inizio quando Jane Van Veen e Henry Martin, due giovani provenienti dall'Indiana, si presentano al Drake per un colloquio di lavoro. Ovviamente vengono assunti e si trasferiscono a vivere lì. Da quel momento è un susseguirsi di fenomeni strani e inquietanti che coinvolgono Jane (ruolo affidato a Rachel Taylor, con una discreta carriera in diverse serie TV australiane, ma che non è ancora riuscita a sfondare ad alti livelli) e che riguardano il suo passato che appare sempre più legato all'inquietante Drake. Nel frattempo Henry Martin (interpretato da Dave Annable,  già visto nella serie Brothers and Sisters), grazie anche all'interessamento di Gavin, si ritrova con una carriera politica in forte ascesa. A tutto ciò si va ad aggiungere una lunga sfilza di comprimari che hanno la sfortuna di vivere al Drake o comunque di essere in contatto con Gavin: tra questi spicca il triangolo amoroso formato da Brian e Louise Leonard (interpretato rispettivamente da Robert Buckley e Mercedes Masohn), marito e moglie e Alexis Blume (Helena Mattson), assistente di Louise. È superfluo sottolineare come tutti questi personaggi saranno destinati a fare  una brutta fine.

Rachel Taylor e Dave Annable in una scena
della serie TV.
Analisi e commenti
Ovviamente non è facile esprimere un giudizio su una serie la cui fine prematura è stata decisa quando erano state trasmesse solo la metà delle puntate in programma.
 L'idea di un edificio con una personalità propria, ovviamente malvagia, e al cui interno accadono eventi paranormali, sicuramente non è molto originale, ma rimane un tema dalle grandi potenzialità. Un esempio? Il primo che mi viene in mente è l’Overlook Hotel raccontato in "Shining" (ho sempre preferito il romanzo di Stephen King rispetto alla versione cinematografica di Stanley Kubrick, anche se lì considero entrambi due ottimi prodotti), ma sono certo che ci saranno tanti altri esempi positivi.
 Purtroppo in questo caso tale potenziale è rimasto del tutto inespresso, a causa di una sceneggiatura a dir poco sconclusionata. Personaggi che vengono improvvisamente introdotti e con la stessa velocità vengono fatti sparire senza lasciare traccia nella serie. Ma allora tanto vale non introdurli nemmeno ed eventualmente approfondire maggiormente i personaggi principali. A tal proposito, a parte il personaggio di Gavin Duran che ha il suo fascino, tutti gli altri sono assolutamente dimenticabili, e in certi casi anche poco credibili. Anche lo scontro tra antiche sette segrete introdotto nella seconda metà della serie viene liquidato in pochi minuti, lasciando peraltro molte domande senza una vera e propria risposta.
 
Una delle migliori locandine relative
a questa serie TV.
Il problema è che molto spesso si sottovalutano le difficoltà che comporta un genere come l'horror o comunque il soprannaturale, e di conseguenza sotto l'etichetta horror viene pubblicata tanta roba scadente. Questo perché ci si dimentica che il punto cruciale (e questo non solo per il genere horror) è quello di creare personaggi verso cui lo spettatore proverà simpatia, e di cui avrà a cuore la sorte. E sicuramente un modo per ottenere questo è fare in modo che i personaggi mostrino un briciolo di intelligenza e quindi che si comportino con un minimo di logica. Cosa che manca soprattutto nei due giovani protagonisti della serie: senza entrare troppo nei dettagli, ma credo che già a metà serie delle persone con un briciolo di raziocinio avrebbero fatto le valigie e se ne sarebbero tornate in Indiana. Ed è in questi frangenti che si vede un buon livello di sceneggiatura. È ovvio che perché la storia continui, i due devono rimanere nel Drake nonostante tutto suggerisca loro il contrario, ma perché ciò accada si deve introdurre un qualche elemento che li costringa a stare lì, e quindi renda perlomeno verosimile il loro comportamento.
Comunque, come dicevo in precedenza, è difficile dire se la serie partiva già con così tanti buchi nella sceneggiatura, o se parte del problema è dovuto a un successivo rimaneggiamento soprattutto delle ultime puntate, anche se io propenderei per un mix delle due possibilità.

L'Ansonia Building, nell'Upper West Side.
(Photo Credit: nyc-architecture.com)
Piccola nota di colore: la serie non solo ha avuto problemi per quanto riguarda i bassi ascolti, ma anche la scelta dell'edificio che rappresentasse il Drake ha creato delle polemiche, soprattutto tra i cittadini newyorkesi.
In sostanza una via chiamata Park Avenue esiste realmente a New York, e il civico 999 sostanzialmente si verrebbe a trovare nell'Upper East Side. Invece il palazzo utilizzato per rappresentare il Drake è l'Ansonia Building, che sostanzialmente si trova dalla parte opposta della città, nell'Upper West Side, e che comunque gode di una certa popolarità;  costruito all'inizio del secolo scorso, è stato per diversi anni il più grande e il più lussuoso della città, e più in generale uno dei più grandi al mondo. Nel secondo dopoguerra il declino fino alla definitiva chiusura agli inizi degli anni '50. Fortunatamente non fu demolito e dopo un attento restauro è stato convertito in un condominio di lusso, e tuttora rimane una delle principali attrazioni dell'Upper West Side.
Personalmente non mi sembra un così grosso problema, ma a quanto pare queste due zone di New York sono estremamente diverse tra di loro, anche a livello architettonico, per cui a chi conosce bene questi aspetti (i newyorkesi, per l'appunto) l'impiego dell'Ansonia per una serie ambientata nell'Upper East Side va a minare la verosimiglianza dell'intera serie, e molti hanno accusato la produzione di una certa sciatteria nel gestire questo aspetto della serie.

Conclusione 
Sicuramente una serie TV confusa e gestita male, considerando che perlomeno in partenza c'erano tutti gli elementi per ottenere un prodotto di maggiore qualità.
Se non lo avete ancora visto, allora statene alla larga e spendete il vostro tempo in modo migliore. Se invece come me avete visto la serie TV, allora rimarrete con tanti punti interrogativi che sicuramente non vi toglieranno il sonno, ma che almeno a me interesserebbe colmare. In alternativa è possibile leggersi i romanzi della serie omonima (cosa che non escludo di fare in un prossimo futuro), che dovrebbero fornire qualche risposta alle tante domande ancora in sospeso, anche se è molto probabile che la serie TV si sia solamente ispirata ai romanzi, senza seguirne fedelmente la storia.

sabato 3 maggio 2014

Downton Abbey - Prima stagione

Introduzione
Julian Fellowes, ideatore della serie
La prima stagione di Downton Abbey è stata trasmessa per la prima volta nel 2010; in precedenza, il produttore esecutivo Gareth Neame chiese a Julian Fellowes di scrivere la sceneggiatura per una serie TV a partire da un romanzo dello stesso Fellowes pubblicato nel 2004 e intitolato Snob. Tale romanzo per la verità è incentrato sulla moderna aristocrazia britannica, e solo in secondo momento Fellowes decise di ambientare la nuova serie TV nell'età post edoardiana, dando di fatto vita a questa serie TV.
Fin dalla prima messa in onda nel Regno Unito e poi negli Stati Uniti, la serie prodotta dalla Carnival Films e dalla Masterpiece non ha fatto altro che ottenere elogi e i favori della critica, vincendo anche numerosi premi, tra cui l'Emmy e il Golden Globe per la migliore miniserie dell’anno, e il Guinness World  Record per essere stata la serie inglese più acclamata dalla critica nel 2011.

Trama, ambientazione e personaggi 
La serie è ambientata a Downton Abbey nello Yorkshire, tenuta di campagna della famiglia Crawley, capeggiata dal conte e dalla contessa di Grantham, rispettivamente Robert Crawley (Hugh Bonneville, ottimo attore teatrale ma con alle spalle anche numerose apparizioni cinematografiche e televisive) e Cora Crawley (interpretata da Elizabeth McGovern, attrice americana con alle spalle anche una candidatura all'Oscar come attrice non protagonista). La coppia, che appare fin da subito molto affiatata,  ha tre figlie: Mary (Michelle Dockery), la maggiore, Edith (Laura Carmichael) e Sybil (Jessica Brown-Findlay), la più giovane. Mary e Edith semplicemente si odiano, mentre la giovane Sybil appare fin da subito il componente della famiglia dalla mentalità più aperta e quindi pronta ad accettare gli enormi cambiamenti che il futuro ha in serbo per loro.

La prima stagione si sviluppa in un arco di tempo di due anni, a partire dalla fatidica data del 15 Aprile 1912, quando l'RMS Titanic affonda nelle acque dell'Oceano Atlantico. La notizia porta un grosso scompiglio all'interno della famiglia Crawley, perché nel naufragio perdono la vita il cugino del conte, James Crawley, ma soprattutto il di lui figlio Patrick, l'erede designato della tenuta di Downton Abbey. Il nuovo erede diventa quindi Matthew Crawley (Dan Stevens) un cugino di terzo grado della famiglia Crawley che fa l'avvocato a Manchester, e quindi è del tutto estraneo alle abitudini aristocratiche in vigore nella tenuta. Ovviamente l'intera famiglia, a partire dalla Contessa Madre Violet (interpretata da una strepitosa Maggie Smith, già vincitrice di due premi Oscar e  molto famosa per la partecipazione alla fortunata saga di Harry Potter), ma anche la stessa servitù non accoglie con felicità la nuova situazione, soprattutto a causa della bassa estrazione sociale di Matthew e della madre Isobel (Penelope Wilton). In realtà, ben presto Matthew si rivelerà un buon erede e a quel punto la famiglia Crawley non nasconderà il desiderio di maritare la figlia maggiore Mary proprio con Matthew. Ma come c'è da aspettarsi, non sarà tutto così semplice.

Il cast al completo della prima serie
Tuttavia Downtown Abbey non è abitata solo dalla famiglia Crawley, ma anche da una folta schiera di servi, il vero motore dell'intera tenuta, e le cui vicende si dimostreranno non meno interessanti di quelle dei loro padroni. Anzi, è proprio tra questi che probabilmente si trovano i personaggi più riusciti della serie. A capo della servitù troviamo il signor Carson (Jim Carter) e la signora Hughes (Phyllis Logan), mentre ad assistere personalmente il conte e la contessa di Grantham  ci pensano rispettivamente John Bates (Brendan Coyle) e Sarah O'Brien (Siobhan Finneran). Il personaggio di John Bates è di notevole importanza perché intorno alla sua figura si svilupperanno diverse sottotrame, che si estenderanno anche alle stagioni successive. Sarà infatti protagonista della travagliata storia d'amore con la capocameriera Anna (Joanne Froggatt), ma dovrà anche vedersela con il cameriere Thomas (Rob James-Collier), che brama per il suo posto di valletto del conte e che è costantemente fiancheggiato dalla signora O'Brien. Un'altra vittima delle angherie di Thomas è il cameriere William (Thomas Howes), segretamente innamorato della sguattera Daisy (Sophie McShera), la quale però non ricambia tale sentimento, avendo occhi solo per Thomas. Infine, una figura perennemente presente è quello della cuoca, la signora Patmore (Lesley Nicol).
 Come detto all'inizio le sette puntate che compongono questa stagione coprono un arco di circa due anni, e infatti terminano con l'annuncio dell'entrata in guerra del Regno Unito nella Prima Guerra Mondiale nel 1914.

Commento e analisi
Il successo della serie è dovuta sicuramente alla solida sceneggiatura che nel complesso non mostra particolari punti deboli, e da un cast di ottimo livello in grado di dare il giusto spessore ai vari personaggi che affollano Downton Abbey. Del resto, sul versante della sceneggiatura  Julian Fellowes è una sorta di garanzia, soprattutto se si parla di storie ambientate nell’Inghilterra della prima metà del secolo scorso; stiamo infatti parlando dello stesso Julian Fellowes autore dello splendido Gosford Park, diretto da Robert Altman nel 2001. E' evidente l'enorme passione e amore di Fellowes verso questo periodo storico, a partire dalle tradizioni aristocratiche ma anche della vita che conducevano i domestici, e quindi dei vari livelli di interazione tra questi due mondi così distanti ma allo stesso tempo molto vicini, tanto da convivere praticamente sotto lo stesso tetto. Tutto questo si riflette in una straordinaria cura nei dettagli a livello scenografico ma anche come sceneggiatura, e tutto ciò non fa altro che facilitare ancora di più l'immedesimazione da parte dello spettatore nel contesto della storia.
Inoltre l'ampia varietà di personaggi ottimamente messi in scena fa sì che sia impossibile non trovare un personaggio con cui empatizzare e di cui si incomincia a prendere a cuore il suo destino. Non solo: ognuna delle numerose linee narrative che si sviluppano durante le sette puntate di queste stagione sono in grado di risvegliare un forte interesse nello spettatore.
Locandina della prima stagione

Un altro punto di  interesse a favore di questa serie è la scelta del periodo storico in cui ambientarlo: non solo sconvolto da eventi drammatici e devastanti come la prima guerra mondiale, ma anche reso tumultuoso da imminenti cambiamenti sociali, che comprendono questioni più frivole come nuovi modi di vestire ma anche temi molto più importanti come l'emancipazione femminile o il suffragio universale. C'è chi ha visto in Downton Abbey una celebrazione della netta divisione di classe dell'epoca edoardiana, anche perché Julian Fellowes è un noto conservatore, ma secondo me la lettura che si può dare a questa serie TV è in un certo senso l'opposto. In realtà Downton Abbey celebra l'eterna lotta tra una visione più reazionaria e arroccata sulla difesa di tradizioni e privilegi, e un approccio orientato a ricercare le potenziali ricompense che il progresso sembra prometterci. In quest'ottica, Downton Abbey è in realtà una serie TV molto attuale, soprattutto per noi italiani, che in un dualismo del genere ci viviamo giornalmente.


Conclusione
In conclusione, ritengo la prima stagione di Downton Abbey un ottimo prodotto, grazie a una miriade di personaggi interessanti, una storia ben scritta senza cali di ritmo o evidenti buchi logici nella sceneggiatura, e una messa in scena superba.

È quindi ovvio che la visione della prima stagione non è solo fortemente consigliata, ma per gli amanti del genere è addirittura una visione obbligatoria. E una volta vista, sarà inevitabile per voi andare alla ricerca della seconda stagione.