Visualizzazione post con etichetta americana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta americana. Mostra tutti i post

domenica 18 maggio 2014

American Horror Story - The Murder House (seconda parte)

Locandina prima serie
Abbiamo visto nel post precedente il preludio ai fatti narrati in questa serie, che inizia con l'arrivo della famiglia Harmon a Los Angeles, e che si stabilisce nella casa denominata dalla popolazione locale "The murder house". Gli Harmon sono una famiglia a dir poco problematica: Ben (Dylan McDermott) è uno psicologo sposato che ha tradito la moglie con una sua studentessa; Vivien (Connie Britton), la moglie viene ha appena subito un aborto spontaneo e la scoperta del tradimento di suo marito non fa che peggiorare il suo stato d'animo; e infine c'è Violet (Taissa Farmiga), la figlia adolescente, che ha più volte mostrato tendenze suicide.

La nuova sistemazione però si dimostrerà molto più problematica di quanto si aspettavano: fin dal loro arrivo scoprono che i precedenti inquilini, una coppia omosessuale, è morta nella casa in circostanze che fanno pensare a un omicidio/suicidio, mentre la vicina di casa Constance (Jessica Lange) e sua figlia Adelaide (Jamie Brewer) cominceranno a fare numerose visite indesiderate. Poco dopo assumeranno Moira, che è un fantasma della casa, come domestica, e che a Ben appare come una provocante ragazza dai capelli rossi (Alexandra Breckenridge) mentre a Vivien e Violet appare come una donna anziana (Frances Conroy).
Ben inizia a esercitare la professione di psicologo ricevendo in casa una serie di pazienti uno più inquietante dell'altro: tra questi c'è Tate (Evan Peters), un adolescente psicotico che si innamorerà di Violet; si scoprirà poi che anche Tate è un fantasma ed è anche figlio di Constance.
Nel frattempo Vivien resta incinta di due gemelli che sono il risultato di una rara superfecondazione eteroparentale: uno dei gemelli è del marito Ben, mentre l'altro è di Tate, con cui Vivien ha avuto a sua insaputa un rapporto sessuale. La maternità di Vivien attirerà l'attenzione di numerosi fantasmi che desiderano appropriarsi dei futuri pargoli. Tra questi c'è Nora (Lily Rabe), che ancora non si è rassegnata alla perdita del figlio Thaddeus, e Hayden (Kate Mara), l’amante di Ben che era anche lei in attesa di un figlio quando viene uccisa da Larry (Denis O’Hare), uno dei pochi ex inquilini della casa a non essere ancora morto.

La famiglia Harmon al completo
Nonostante il susseguirsi di fenomeni strani e inquietanti, e spesso anche violenti (per esempio tre persone penetrano con la forza nella casa e cercheranno di uccidere Vivien e Violet nel tentativo di emulare una strage avvenuta sempre in quella casa nel 1968), gli Harmon sembrano non rendersi conto di trovarsi circondati da fantasmi, molti dei quali tramano contro di loro.
Quando capiranno in che situazione si sono cacciati però, sarà troppo tardi. Violet non reggerà alle problematiche che l'assillano, sia adolescenziali che familiari, e si uccide, anche se ne lei ne la sua famiglia se ne accorgerà subito. Poche settimane dopo invece Vivien dà alla luce i due gemelli, ma il parto ha delle complicazioni e lei e il figlio di Ben muoiono. Ben viene ucciso poco più tardi dal fantasma di Hayden, che vuole appropriarsi del figlio di Tate, nato sano, ma alla fine interverrà Constance che sa di esserne la nonna è riuscirà a portarselo con sé.
Nella morte la famiglia Harmon raggiunge un'armonia che in vita erano mai riusciti a raggiungere, e si assumeranno il compito di spaventare e mettere in fuga tutti i potenziali nuovi acquirenti della casa, prima che finiscano uccisi come è toccato a loro.
La serie si conclude tre anni più tardi, quando il figlio di Tate, che Constance ha chiamato Michael, manifesta la sua diabolica natura uccidendo la tata.

Un'immagine della casa in stato di abbandono
A mio parere la prima serie di American Horror Story è stata una vera e propria ventata di novità nell'ambito delle serie TV, molto più orientate verso il genere della commedia o dell'action. Soprattutto le prime puntate riescono ad apparire particolarmente inquietanti, anche grazie all'impiego di inquadrature innaturali e a una schiera di personaggi molto caratteristici, anche se all'inizio la narrazione risulta piuttosto caotica. L'impressione è che gli autori abbiano cercato di infilare in una manciata di puntate tutti gli stereotipi e i cliché possibili riguardo alle case infestate, ma sono comunque stati bravi a gestire il tutto, tanto che con il procedere delle puntate la storia incomincia a delinearsi meglio e a risultare particolarmente coinvolgente. È inoltre evidente il grosso lavoro svolto dagli autori nella creazione dei personaggi,ì che, per quanto improbabili in alcuni casi,  si comportano, chi più chi meno, coerentemente alla propria personalità.
Tra gli attori un elogio particolare va a Jessica Lange, che ha fornito un'ottima interpretazione del personaggio di Constance, e che le è valsa anche un Golden Globe.

In definitiva, si tratta di una serie che ho apprezzato molto, con una serie infinita di colpi scena che però non vanno mai a pregiudicare la coerenza della storia.

venerdì 16 maggio 2014

American Horror Story - The Murder House (prima parte)

Un poster del film
La prima stagione di American Horror Story è andata in onda per la prima volta negli USA nel 2011, raccogliendo subito i favori del pubblico e della critica, tanto da guadagnare numerosi riconoscimenti. Si tratta di una serie TV atipica, in quanto ogni stagione racconterà una storia a sé, completamente scollegata dalle altre stagioni.
Questa serie mi è piaciuta così tanto che non le dedicherò solo un post, bensì due: questo perché ho trovato molto interessante non solo lo stile in cui viene narrata la vicenda (per esempio i flashback iniziali che raccontano il passato della casa o le inquadrature strane che rafforzano il senso di inquietudine che aleggia su tutta la serie), ma anche perché gli sceneggiatori hanno dedicato una certa cura nel creare un passato torbido e sanguinoso alla casa in cui è ambientata la serie. Per certi versi è come se quanto narrato dalla serie sia in realtà solo la punta di un iceberg, e quindi è proprio a questo retroscena, da noi conosciuto attraverso i brevi flashback all'inizio di ogni puntata, di cui andrò a parlare nelle prossime righe.
Dovrebbe essere superfluo aggiungere che quello che segue è una sorta di MEGA SPOILER, ma come si suol dire, uomo avvisato…

Il dottor Montgomery durante uno
dei suoi raccapriccianti esperimenti
Benché la serie sia ambientata nel 2011, per comprendere lo svolgersi dei fatti narrati è necessario partire da molto più lontano.
Per la precisione nel 1922, quando fu costruita la casa che da il titolo alla serie. Il primo proprietario fu il dottor Charles Montgomery (Matt Ross), un medico che annoverava tra i suoi pazienti molte  star di Hollywood, e in cui andò a vivere insieme alla moglie e attrice Nora (Lily Rabe), con la quale ebbe anche un figlio, Thaddeus. Ben presto però l'influsso malefico della casa cominciò a contaminare la mente del medico, che iniziò a fare esperimenti abominevoli su animali nella cantina della casa. A questo va poi aggiunta una forte crisi finanziaria della famiglia; per far fronte a questa situazione, i due trasformano la casa in un ambulatorio clandestino in cui praticavano aborti. Furono oltre 20 le giovani donne che si rivolsero alla coppia fino a quando, nel 1926, si verificò un evento scioccante per la coppia. Infatti una paziente, colta dal rimorso, confessa tutto al fidanzato che per vendicarsi rapisce Thaddeus, all'epoca poco più che un lattante, uccidendolo e facendolo a pezzi. La morte del figlio fa perdere completamente il senno al medico che, una volta recuperato il corpo smembrato del figlio, si applicò per rimetterlo insieme, riuscendo infine a riportarlo in vita (per fare questo pare che abbia utilizzato il cuore ancora pulsante del feto della sua ultima paziente).
Purtroppo Thaddeus si rivelerà essere un mostro immortale assetato di sangue, e di fronte a questo Nora uccide il marito e poi se stessa, mentre Thaddeus si rifugerà nello scantinato, dove attenderà nuove prede per saziare la sua sete di sangue.

Vent'anni più tardi, nel 1947, la casa è occupata da un dentista, il dottor David Curran . Una giovane aspirante attrice, Elizabeth Short, si fa curare dal dentista, che la anestetizza e poi la stupra. Però qualcosa va storto, perché la donna non riprenderà più conoscenza. Il dentista è colto dal panico, e la sua prima idea è quella di nascondere il corpo in cantina: qui gli appare il fantasma del dottor Montgomery che gli offre il suo aiuto. In realtà farà a pezzi il corpo della donna, sbarazzandosi poi dei resti, che faranno molto scalpore (anche perché il caso non fu mai risolto): si tratta infatti dell'omicidio realmente accaduto della Dalia Nera.

Un altro salto di vent'anni e ci troviamo nel 1968, con la casa occupata da cinque ragazze. Una sera tre di loro vanno a un concerto dei Doors, mentre le altre due che rimangono in casa vengono aggredite da uno psicopatico che poi le uccide.

I simpatici Troy e Brian...
 Nel 1978 la casa è abbandonata, ma questo non impedisce ai due gemelli Troy e Brian (Kai e Bodhi Schulz) di entrarci per fare a pezzi quel che rimane dell'arredamento utilizzando mazze da baseball. Sono inutili gli avvertimenti della piccola Adelaide (qui interpretata da Kathelyn Reed)una bambina con la sindrome di Down che staziona davanti alla casa. Dopo essersi divertiti a spaccare tutto quello che gli capitava a tiro, i due gemelli si avventurano nello scantinato, dove vengono uccisi da Thaddeus.

Nel 1983 la casa è di nuovo teatro di un duplice omicidio. Constance (interpretata da una straordinaria Jessica Lange), trasferitasi nella casa con il marito Hugo e i figli Adelaide, Tate e Beauregard, sorprende il marito mentre cerca di violentare la loro cameriera Moira (interpretata nella versione giovanile da Alexandra Breckenridge, mentre nella versione più anziana da Frances Conroy), e in uno scatto d'ira uccide entrambi. Un anno più tardi Constance e i figli vivono ancora nella casa; uno di questi, Tate (Evan Peters), di circa sette anni, viene attratto da qualcosa nello scantinato. Una volta giunto lì viene attaccato da Thaddeus, ma viene salvato dall'intervento del fantasma di Nora che incomincerà a instaurare un rapporto quasi materno con Tate. Comunque Constance si ritroverà sommersa dai debiti, e dovrà abbandonare la casa, trasferendosi nella palazzina adiacente.

Thaddeus dopo l'intervento
del dottor Montgomery
 I nuovi inquilini della casa, agli inizi degli anni '90, sono una famiglia composta da Larry (Denis O'Hare) e Lorraine Harvey, e dalle loro due figlie, Margaret e Angela. L'armonia della famiglia comincia a incrinarsi a causa di Constance, che seduce Larry, convincendolo ad abbandonare la sua famiglia. Messa al corrente di questa sua drastica decisione, Lorraine va in camera delle figlie e da fuoco alla casa, uccidendo e stessa e le figlie. Larry invece sopravvive, e porta in casa con sé Constance e i suoi figli.
Nel 1994 Larry soffoca con un cuscino Beauregard, il figlio deforme di Constance, su richiesta di quest'ultima, perché è venuta a conoscenza che i servizi sociali glielo avrebbero portato via. Tate scopre quanto successo al fratello, quindi prima tenta di uccidere Larry dandogli fuoco e poi, armato fino ai denti, va nella sua scuola dove uccide 15 studenti. Dopo il massacro torna a casa, dove alla fine viene ucciso dalla polizia. A questo punto Constance abbandona di nuovo la casa con la figlia e si trasferisce nella proprietà a fianco.

Chad e Patrick
Nel 2010 i proprietari sono Chad e Patrick (Zachary Quinto e Teddy Sears), una coppia gay in piena crisi sentimentale e finanziaria, in quanto tutti i loro piani sono andati in fumo. Avevano deciso di acquistare la casa per ristrutturarla e poi rivenderla, ma con la crisi del settore immobiliare diventa per loro impossibile portare a termine il piano. A livello sentimentale invece Chad è praticamente certo che Patrick lo tradisca, e la crisi tra i due mette anche in discussione la precedente scelta di adottare un bambino. Questa rinuncia a sua volta fa saltare i piani di Tate, che aveva promesso a Nora un figlio, in sostituzione di Thaddeus che ora  è un mostro. Tate quindi, nelle vesti dell'Uomo di gomma, uccide la coppia facendolo sembrare un suicidio.


È a questo punto che inzia la serie: la famiglia Harmon, composta dallo psichiatra Ben (Dylan McDermott), la moglie Vivien(Connie Britton) e la figlia adolescente Violet (Taissa Farmiga), si trasferiscono da Boston a Los Angeles, stabilendosi in una grande casa appena ristrutturata...  

mercoledì 7 maggio 2014

666 Park Avenue - Prima stagione

Terry O'Quinn e Vanessa Williams
in una scena della serie TV
Si tratta di una serie TV prodotta dalla ABC e ispirata alla serie di romanzi omonima  scritta da Gabriella Pierce. Dopo una prima stagione caratterizzata da bassi ascolti, la scelta è stata quella di interrompere la serie.

Trama e personaggi
Gran parte della serie è ambientata al "Drake", un grosso e lussuoso condominio situato nel cuore di New York e guidato dal ricco Gavin Duran (interpretato dal convincente Terry O'Quinn, famoso soprattutto per aver interpretato John Locke nella serie Lost ) e sua moglie Olivia (interpretata da Vanessa Lynn Williams, prima afroamericana a vincere il titolo di Miss America e anche famosa cantante, con una lunga carriera televisiva). La serie ha inizio quando Jane Van Veen e Henry Martin, due giovani provenienti dall'Indiana, si presentano al Drake per un colloquio di lavoro. Ovviamente vengono assunti e si trasferiscono a vivere lì. Da quel momento è un susseguirsi di fenomeni strani e inquietanti che coinvolgono Jane (ruolo affidato a Rachel Taylor, con una discreta carriera in diverse serie TV australiane, ma che non è ancora riuscita a sfondare ad alti livelli) e che riguardano il suo passato che appare sempre più legato all'inquietante Drake. Nel frattempo Henry Martin (interpretato da Dave Annable,  già visto nella serie Brothers and Sisters), grazie anche all'interessamento di Gavin, si ritrova con una carriera politica in forte ascesa. A tutto ciò si va ad aggiungere una lunga sfilza di comprimari che hanno la sfortuna di vivere al Drake o comunque di essere in contatto con Gavin: tra questi spicca il triangolo amoroso formato da Brian e Louise Leonard (interpretato rispettivamente da Robert Buckley e Mercedes Masohn), marito e moglie e Alexis Blume (Helena Mattson), assistente di Louise. È superfluo sottolineare come tutti questi personaggi saranno destinati a fare  una brutta fine.

Rachel Taylor e Dave Annable in una scena
della serie TV.
Analisi e commenti
Ovviamente non è facile esprimere un giudizio su una serie la cui fine prematura è stata decisa quando erano state trasmesse solo la metà delle puntate in programma.
 L'idea di un edificio con una personalità propria, ovviamente malvagia, e al cui interno accadono eventi paranormali, sicuramente non è molto originale, ma rimane un tema dalle grandi potenzialità. Un esempio? Il primo che mi viene in mente è l’Overlook Hotel raccontato in "Shining" (ho sempre preferito il romanzo di Stephen King rispetto alla versione cinematografica di Stanley Kubrick, anche se lì considero entrambi due ottimi prodotti), ma sono certo che ci saranno tanti altri esempi positivi.
 Purtroppo in questo caso tale potenziale è rimasto del tutto inespresso, a causa di una sceneggiatura a dir poco sconclusionata. Personaggi che vengono improvvisamente introdotti e con la stessa velocità vengono fatti sparire senza lasciare traccia nella serie. Ma allora tanto vale non introdurli nemmeno ed eventualmente approfondire maggiormente i personaggi principali. A tal proposito, a parte il personaggio di Gavin Duran che ha il suo fascino, tutti gli altri sono assolutamente dimenticabili, e in certi casi anche poco credibili. Anche lo scontro tra antiche sette segrete introdotto nella seconda metà della serie viene liquidato in pochi minuti, lasciando peraltro molte domande senza una vera e propria risposta.
 
Una delle migliori locandine relative
a questa serie TV.
Il problema è che molto spesso si sottovalutano le difficoltà che comporta un genere come l'horror o comunque il soprannaturale, e di conseguenza sotto l'etichetta horror viene pubblicata tanta roba scadente. Questo perché ci si dimentica che il punto cruciale (e questo non solo per il genere horror) è quello di creare personaggi verso cui lo spettatore proverà simpatia, e di cui avrà a cuore la sorte. E sicuramente un modo per ottenere questo è fare in modo che i personaggi mostrino un briciolo di intelligenza e quindi che si comportino con un minimo di logica. Cosa che manca soprattutto nei due giovani protagonisti della serie: senza entrare troppo nei dettagli, ma credo che già a metà serie delle persone con un briciolo di raziocinio avrebbero fatto le valigie e se ne sarebbero tornate in Indiana. Ed è in questi frangenti che si vede un buon livello di sceneggiatura. È ovvio che perché la storia continui, i due devono rimanere nel Drake nonostante tutto suggerisca loro il contrario, ma perché ciò accada si deve introdurre un qualche elemento che li costringa a stare lì, e quindi renda perlomeno verosimile il loro comportamento.
Comunque, come dicevo in precedenza, è difficile dire se la serie partiva già con così tanti buchi nella sceneggiatura, o se parte del problema è dovuto a un successivo rimaneggiamento soprattutto delle ultime puntate, anche se io propenderei per un mix delle due possibilità.

L'Ansonia Building, nell'Upper West Side.
(Photo Credit: nyc-architecture.com)
Piccola nota di colore: la serie non solo ha avuto problemi per quanto riguarda i bassi ascolti, ma anche la scelta dell'edificio che rappresentasse il Drake ha creato delle polemiche, soprattutto tra i cittadini newyorkesi.
In sostanza una via chiamata Park Avenue esiste realmente a New York, e il civico 999 sostanzialmente si verrebbe a trovare nell'Upper East Side. Invece il palazzo utilizzato per rappresentare il Drake è l'Ansonia Building, che sostanzialmente si trova dalla parte opposta della città, nell'Upper West Side, e che comunque gode di una certa popolarità;  costruito all'inizio del secolo scorso, è stato per diversi anni il più grande e il più lussuoso della città, e più in generale uno dei più grandi al mondo. Nel secondo dopoguerra il declino fino alla definitiva chiusura agli inizi degli anni '50. Fortunatamente non fu demolito e dopo un attento restauro è stato convertito in un condominio di lusso, e tuttora rimane una delle principali attrazioni dell'Upper West Side.
Personalmente non mi sembra un così grosso problema, ma a quanto pare queste due zone di New York sono estremamente diverse tra di loro, anche a livello architettonico, per cui a chi conosce bene questi aspetti (i newyorkesi, per l'appunto) l'impiego dell'Ansonia per una serie ambientata nell'Upper East Side va a minare la verosimiglianza dell'intera serie, e molti hanno accusato la produzione di una certa sciatteria nel gestire questo aspetto della serie.

Conclusione 
Sicuramente una serie TV confusa e gestita male, considerando che perlomeno in partenza c'erano tutti gli elementi per ottenere un prodotto di maggiore qualità.
Se non lo avete ancora visto, allora statene alla larga e spendete il vostro tempo in modo migliore. Se invece come me avete visto la serie TV, allora rimarrete con tanti punti interrogativi che sicuramente non vi toglieranno il sonno, ma che almeno a me interesserebbe colmare. In alternativa è possibile leggersi i romanzi della serie omonima (cosa che non escludo di fare in un prossimo futuro), che dovrebbero fornire qualche risposta alle tante domande ancora in sospeso, anche se è molto probabile che la serie TV si sia solamente ispirata ai romanzi, senza seguirne fedelmente la storia.