mercoledì 11 giugno 2014

McLintock! (1963)

Locandina del film
McLintock! è una commedia western del 1963 diretta da Andrew V. McLaglen e che ha per protagonista John Wayne. Si tratta di uno dei film di maggior successo di John Wayne, anche se i toni del film hanno nel tempo diviso la critica e l'audience tra chi ha apprezzato il film e chi no.

Nel film John Wayne interpreta un ricco proprietario terriero che ha fatto fortuna allevando bestiame. All'inizio del film viene messa in risalto la sua condizione di single: quando non è intento a giocare a scacchi, passa il tempo libero a ubriacarsi e, nel tornare a casa, si esibisce in un numero in cui risulta infallibile: lanciare il cappello in cima alla banderuola segnavento in cima al tetto.
Un giorno McLintock assume Dev (Patrick Wayne, il figlio di John), un ragazzo appena trasferitosi nella zona in cerca di fortuna, assieme alla sorella minore e alla madre Louise Warren (Yvonne De Carlo), che viene assunta come cuoca.
È a questo punto che compare la moglie di McLintock, Katherine (Maureen O'Hara), che lo aveva lasciato due anni prima perché sospettava che la tradisse.
Il motivo del suo ritorno al ranch, oltre alla richiesta di divorzio, è la loro figlia Becky (Stefanie Powers), di ritorno dal collegio, e di cui vuole ottenere l'affidamento, cosa a cui ovviamente McLintock si oppone.
Becky è inizialmente attratta da Douglas (Jerry Van Dyke), ma presto si innamorerà di Dev. La situazione tra McLintock e la moglie è molto più burrascosa, e si risolverà con un frenetico inseguimento per tutto il paese che si conclude con Mclintock che prende a sculacciate la moglie, convincendola a tornare con lui.

In primo piano John Wayne intento a sculacciare
Maureen O'Hara, mentre sullo sfondo Patrick
Wayne e Stefanie Powers osservano divertiti.
Questa commedia, liberamente ispirata alla commedia "La bisbetica domata" di William Shakespeare, all'epoca fu un gran successo. Onestamente ho iniziato a guardare il film con un po' di titubanza, perché in genere preferisco guardare western più "seri", ma già a metà del film mi sono dovuto ricredere, e alla fine ho dovuto ammettere che nel complesso mi sono anche divertito. Ovviamente il film è tutt'altro che perfetto: ho trovato un po' eccessive le scene musicali, e forse si poteva fare a meno di qualche altra scena che rallenta il ritmo del film.
 È evidente guardando il film come John Wayne fosse molto a suo agio nella parte di George Washington McLintock, ma anche il resto del cast svolge un ottimo lavoro. Da menzionare l'ottima interpretazione di Maureen O'Hara, che abbiamo già visto al fianco di John Wayne nel film RioGrande.
In realtà considerare questo film come una semplice commedia sarebbe in parte riduttivo, in quanto il film presenta anche una certa componente politica che secondo molti critici rispecchia la visione politica e non solo di John Wayne.
John Wayne e Yvonne de Carlo
in un'altra scena del film. 
Quella che traspare è una visione molto conservatrice riguardo a molti aspetti, come per esempio la famiglia e il ruolo un po' subordinato della donna, ma in parte viene bilanciata da aspetti più liberali, come per esempio la tutela dei diritti dei Nativi Americani, o la decisione di McLintock di lasciare gran parte della sua proprietà al governo americano dopo la sua morte.


Per concludere, si tratta di una commedia che a distanza di 50 anni è ancora in grado di divertire, ma soprattutto rimane un film essenziale la cui visione della società e della politica influenzerà gran parte dei successivi film western di John Wayne.

giovedì 5 giugno 2014

Downton Abbey - Terza stagione

Locandina della terza
stagione
Dopo una prima stagione celebrata come un capolavoro e una seconda stagione che è riuscita a mantenere alto il livello qualitativo della serie, nel 2012 viene trasmessa la terza stagione di Downton Abbey.

Questa nuova stagione inizia da dove si era interrotta la precedente, ossia il tanto atteso matrimonio tra Matthew e Mary, che viene celebrato non senza qualche tribolazione.
Infatti Robert, a causa di investimenti sbagliati, ha perso tutta la dote di Cora, e quindi rischia di perdere Downton Abbey. Nello stesso periodo Matthew scopre di essere l'unico erede dell'immensa fortuna posseduta dal padre di Lavinia; tale denaro sarebbe più che sufficiente a salvare la tenuta di famiglia, ma Matthew è intenzionato a rinunciare al denaro, e Mary ovviamente non la prende bene. Alla fine però cambierà idea e accetterà l’eredità, anche grazie a una lettera scritta dal padre di Lavinia, in cui si viene a sapere che era a conoscenza di ciò che Matthew aveva fatto a Lavinia, e che nonostante ciò aveva deciso di nominarlo suo erede. Quindi Downton Abbey è salva e Matthew incomincia a collaborare con Robert alla gestione della tenuta.
Nel frattempo la capocameriera Anna continua nelle sue indagini per scarcerare suo marito Bates, e alla fine ci riesce, anche se tra mille difficoltà. Infatti la vicina di casa della signora Bates, la signora Bartlett,alla fine testimonia in favore di Bates, che viene sollevato da ogni accusa.
Ma a ravvivare l'atmosfera a Downton Abbey c'è il forte contrasto nato tra la signorina O'Brian e Thomas, causato dall'assunzione come cameriere del nipote della signorina O'Brian.
Intanto Edith e sir Anthony si fidanzano, nonostante la poco velata opposizione dei parenti di lei. Vengono quindi fissate le nozze, ma proprio quando i due promessi sposi giungono di fronte all'altare, sir Anthony ci ripensa, gettando nella più completa disperazione Edith.
Ma la vera tragedia deve ancora verificarsi. Sybil e Branson giungono a Downton dopo che lo stesso Branson si era andato a cacciare in un brutto guaio in Irlanda, per cui Sybil è costretta a partorire lì. Quando giunge il momento del parto però,è subito evidente che qualcosa non va, e il dottor Clarckson, il medico di famiglia che rileva i  sintomi dell'eclampsia. Ma Robert, non fidandosi del dottore, ha chiamato un luminare della medicina, Sir Philip Tapsell, che invece dice loro che non c'è nulla di cui preoccuparsi. Sybil partorisce una bambina, ma nella notte muore proprio a causa di un attacco di eclampsia.

Il cast della terza stagione
A questa tragedia segue un periodo molto travagliato per l'intera famiglia, soprattutto per Robert: sua moglie Cora infatti lo incolpa della morte della figlia per non aver dato ascolto al dottor Clarckson, mentre Matthew comincia a criticare il modo in cui è gestita la tenuta. Ci sono poi attriti anche con Branson, che vuole un battesimo cattolico per la figlia.
Intanto nella "guerra" tra Thomas e la signorina O'Brian ha la meglio quest'ultima, tanto da riuscire quasi a far cacciare Thomas da Downton Abbey.
Lentamente però ognuna di queste tensioni si allenta: Cora e Robert si riappacificano, anche grazie all'intervento di Lady Violet, e anche i rapporti con Matthew e Branson. Edith comincia a lavorare come opinionista per un giornale, nonostante l'opposizione del padre, e conosce Michael Gregson (Charles Edwards), che si innamora di lei. Peccato però che sia già sposato… Inoltre Mary riesce finalmente a rimanere incinta.
Arriviamo così all'ultima puntata della serie: la situazione economica di Downton Abbey migliora grazie all'intervento di Matthew e Branson, e Mary partorisce un figlio maschio, ossia il futuro erede di Downton Abbey. Tutto sembra andare a gonfie vele, ma nelle ultime scene di questa stagione, assistiamo alla scioccante morte di Matthew in un incidente stradale.

Di certo non si può dire che questa stagione di Downton Abbey sia stata avara di colpi di scena. La morte di due personaggi importanti per la serie ha avuto e avrà importanti ripercussioni sulle prossime stagioni, soprattutto per quanto riguarda la morte di Matthew. Infatti sono molto curioso di vedere come un tale personaggio verrà rimpiazzato, perché diversamente da Sybil, che ha sempre avuto un ruolo più marginale, Matthew si può dire che è stato il protagonista principale, assieme a Mary, delle prime due stagioni.

Michael Gregson, interpretato da Charles Edwards,
è praticamente l'unico personaggio nuovo della serie.
Per il resto, mi sento di dire che la qualità a livello di recitazione, regia e sceneggiatura rimane molto alta, anche se in più di un occasione ho percepito alcune forzature a livello di sceneggiatura. Comunque nulla che pregiudichi l'ottimo giudizio che ho di questa stagione.
A differenza delle precedenti stagioni, le prime otto puntate della terza stagione si sviluppano in un range temporale di pochi mesi, dal Marzo del 1920 al Settembre dello stesso anno. Solo con l'ultima puntata, "Un viaggio nelle Highlands", si osserva un salto temporale più ampio, di circa un anno (si svolge infatti nel Settembre del 1921).
Mentre scrivevo queste righe mi sono soffermato a pensare alla figura di Edith e allo strano ribaltamento dei ruoli che si è generato al termine di questa stagione. Se alla fine della seconda stagione Edith appariva delle tre la sorella sfigata, dopo la morte di Sybil e Matthew viene invece da pensare che tutto sommato quella fortunata è lei, tanto che ha pure un corteggiatore.

Comunque , a parte questa personale osservazione di scarsa importanza, ritengo che proprio uno dei punti di forza della serie sia quello di aver creato dei personaggi che si possono amare o odiare, ma che è quasi impossibile che possano lasciare indifferenti gli spettatori. Per questo motivo appena mi sarà possibile andrò a vedermi la quarta stagione di questa splendida serie.

domenica 1 giugno 2014

Shining (1977)

Stephen King verso la fine
degli anni '70.
Ultimamente mi capita spesso di rileggere libri o rivedere film che ho già letto oppure visto in passato, e nella maggior parte dei casi devo ammettere di essere rimasto un po' deluso,probabilmente perché le aspettative che avevo erano troppo alte. Immagino che crescendo (o dovrei dire invecchiando?) cambiano i gusti e i punti di vista, tanto da ritrovarmi molto spesso a non apprezzare più  quello che invece ho molto apprezzato da adolescente.
Un'eccezione a tutto questo riguarda il romanzo Shining (1977), di Stephen King, che penso di aver letto quindici o sedici anni fa; ricordo di non aver trovato il romanzo particolarmente pauroso, ma al termine della lettura ricordo altrettanto chiaramente di essermi sentito soddisfatto.
Ora, sapendo dell'uscita di Doctor Sleep, il nuovo romanzo di Stephen King che ha per protagonista lo stesso bambino che appare in Shining, ho deciso di andare a rileggerlo, non senza una punta di timore. Mi avrebbe soddisfatto come aveva fatto almeno quindici anni fa?
La risposta penso di averla già data… ma parliamo un po' del romanzo.

Siamo nel 1976 e la famiglia Torrance non se la passa troppo bene. Jack, scrittore fallito con un passato da alcolista, era riuscito a rimediare un lavoro come insegnante, ma un giorno perde la testa e picchia a sangue uno studente. Ovviamente viene licenziato, e la famiglia si ritrova in un bel guaio. Per fortuna arriva in soccorso un amico di Jack che gli offre il posto di guardiano di un hotel di lusso sulle Montagne Rocciose per tutto il periodo invernale. Lui e la sua famiglia si sarebbero ritrovati completamente isolati dal resto del mondo per tutto l'inverno, ma quel lavoro avrebbe allo stesso tempo risolto i loro problemi economici.
All'inizio del romanzo quindi ritroviamo Jack a colloquio con il direttore dell'hotel; quest'ultimo non appare molto convinto di Jack, ma ha ricevuto chiari ordini dall'alto che non può contravvenire, e quindi lo assume. Il lavoro non è particolarmente difficile: la principale occupazione di Jack è quella di tenere d'occhio la caldaia, perché si tratta di un modello molto vecchio, e fare in modo che a turno tutte le parti dell'Overlook Hotel vengano riscaldate, in modo da minimizzare i danni che il gelo avrebbe inevitabilmente provocato durante l’inverno.
Copertina della prima edizione
italiana
A questo punto King se la prende con molta calma, e ci vorranno circa un centinaio di pagine prima di vedere l'intera famiglia insediata nell'albergo. Ma tutto questo è necessario, perché in questi primi capitoli King ci tratteggia le personalità e le debolezze dei protagonisti del romanzo. Del passato di Jack ho già accennato, mentre di Wendy scopriamo che è una donna sveglia ma insicura, soprattutto nella gestione del suo rapporto problematico con il marito, e che prova un amore smisurato nei confronti del figlio Danny di cinque anni. Quest'ultimo è il personaggio più interessante, in quanto possiede uno strano potere che gli consente di avere percezioni riguardo a fatti futuri o a eventi accaduti in passato, e di percepire cosa pensano le persone che lo circondano. Grazie a questo è al corrente di quanto sta accadendo tra i genitori, dei problemi di alcolismo del padre, e incomincerà ad avere fosche visioni di eventi futuri, che però è ancora troppo piccolo per comprendere e interpretare correttamente.
La famiglia Torrence giunge all'Overlook Hotel proprio nel giorno di chiusura, quando gli ultimi clienti e ciò che rimane del personale stanno per lasciare l'albergo. Fondamentale in questa occasione l'incontro tra Danny e il cuoco dell'hotel Dick Hallorann, che possiede lo stesso potere del bambino, e che lui chiama "shining" ("luccicanza" in italiano)  anche se in lui non è altrettanto potente. Dick mette in guardia Danny dei pericoli all'interno dell'hotel, e gli dice che in caso di necessità avrebbe dovuto utilizzare i suoi poteri per mettersi in contatto con lui, che sarebbe giunto in soccorso.
Le prime settimane sembrano scorrere serene: Jack è tornato a scrivere la commedia su cui lavorava da anni e il rapporto tra Wendy e Jack sembra farsi più saldo. In realtà l'influsso malefico dell'hotel incomincia a farsi strada, soprattutto nella mente di Jack, e le cose precipitano quando l'hotel rimane completamente isolato a causa della neve. L'hotel sfrutta la principale debolezza di Jack, cioè l'alcool, per convincerlo a uccidere la moglie ma soprattutto il figlio, in quanto l'hotel pare essere particolarmente attratto dai poteri di Danny. In cambio l'Overlook promette a Jack di entrare a far parte dell'hotel, come del resto era successo a tutte le persone che erano decedute lì.
Anche Danny avverte che i fatti stanno precipitando e chiama Dick Hallorann, il quale corre in suo soccorso.
A questo punto la situazione si fa sempre più pericolosa per Wendy e Danny, ma anche per lo stesso Hallorann, perché ormai Jack è completamente posseduto dallo spirito malefico dell'hotel.
Alla fine Jack non riuscirà a portare a termine i suoi sanguinari propositi, e morirà nell'esplosione che decreta la fine dell'Overlook Hotel, mentre Wendy, Danny e Hallorann riusciranno a mettersi in salvo.
 
Una delle prime edizioni in
lingua originale.
Su questo romanzo si sono già spesi fiumi di inchiostro, in particolare nella famosa e penso irrisolta diatriba con il film omonimo di Kubrick, per cui credo sia difficile se non impossibile dire qualcosa di nuovo e originale su di esso.
Mi limiterò quindi a esprimere quelle che sono state le mie impressioni durante la lettura. Essendo anni che non leggevo più un libro di King, ammetto che ho avuto bisogno di un po' di tempo per riabituarmi alla logorrea che caratterizza l'autore, ma le abilità narrative di King sono fuori discussione: è impossibile non venire catturati dalla narrazione della storia. Quello che ho apprezzato molto del romanzo è l'approfondita caratterizzazione dei personaggi, che secondo me sono tra i migliori usciti dalla mente di King. Qui non c'è il personaggio buono e quello cattivo, ma personaggi con i propri difetti e soprattutto le proprie debolezze, e questo li rende particolarmente realistici, e quindi è quasi immediato empatizzare con loro.
L'aspetto soprannaturale è presente fin dall'inizio e viene sfruttato con giudizio evitando buchi logici troppo evidenti. Al contrario la malvagità dell'hotel si manifesta molto lentamente, e solo quando incomincia a palesarsi la possibilità che il bambino lasci l'Overlook diventa sempre più insistente  fino al crescendo finale.
Ecco, forse il finale è la parte più debole del romanzo. In realtà è un problema comune a tanti altri romanzi di King: è molto bravo nello sviluppo della storia e nell'approfondire i personaggi, ma molto spesso non riesce a sviluppare una conclusione all'altezza. Con questo non voglio dire che sono rimasto deluso dal finale, ma effettivamente mi aspettavo qualcosa di più.

In conclusione, ritengo Shining uno dei migliori libri di Stephen King, e ne consiglio vivamente la lettura.

Ora sono molto curioso di leggere questo nuovo romanzo, Doctor Sleep,che ha per protagonista un Danny Torrance ormai adulto, ancora alle prese con questo suo bizzarro potere.

Impiccali più in alto (1968)

Locandina originale del film
Dopo l'enorme successo internazionale ottenuto recitando nella mitica "Trilogia del dollaro", Clint Eastwood nel 1968 si dedica ancora una volta nel cinema western recitando come protagonista nel film Impiccalo più in alto (Hang 'em high) diretto da Ted Post, con cui avrebbe lavorato successivamente anche in Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan. In realtà la prima opzione alla regia era Sergio Leone, che però era già occupato alla lavorazione di un altro capolavoro del cinema western, C'era una volta il West.

Il film è ambientato nei territori dell'Oklahoma, nel 1889, e le prime scene mostrano Jed Cooper (Clint Eastwood), un ex vicesceriffo che ha deciso di darsi all'allevamento di bestiame,  che viene fermato da una banda formata dal Capitano Wilson (Ed Begley), Reno (Joseph Sirola), Miller (Bruce Dern), Jenkins (Bob Steele), Matt Stone (Alan Hale Jr.), Charlie Blackfoot (Ned Romero), Maddow (Russell Thorson), Tommy (Jonathan Lippe) and Loomis (L. Q. Jones). Questi lo accusano di aver rubato il bestiame, ma senza attendere un giusto processo decidono di eseguire immediatamente la sua impiccagione. Jed si salva miracolosamente grazie all'intervento dello sceriffo Dave Bliss (Ben Johnson), e portato di fronte al giudice Adam Fenton (Pat Hingle), viene riconosciuto innocente e viene nominato sceriffo. Da questo punto in poi l'unico obbiettivo di Jed è quello di identificare e catturare coloro che avevano tentato di linciarlo.

Il cast del film è di tutto di rispetto: infatti oltre al protagonista Clint Eastwood, troviamo anche altri grandi interpreti del cinema western: Ben Johnson per esempio ha lavorato in importanti western come Rio Grande (1950) e Il mucchio selvaggio (1969). Stesso discorso per Bruce Dern, che ha spesso interpretato il ruolo di cattivo in diversi film western, tra cui I giustizieri del west (1975). Nel film inoltre fa una breve apparizione anche Dennis Hopper (attore e regista del famoso Easy Rider).

Ecco come veniva applicata la legge nel West...
Il film si sviluppa attorno alla sete di vendetta del protagonista, ma cerca di approfondire anche il rapporto a volte discutibile tra giustizia e violenza. Questo dilemma è impersonato nella figura del giudice  Fenton, che offre una visione molto violenta della giustizia. Infatti non esita a dichiarare che qualunque forma di clemenza verrebbe recepita dalla popolazione come una scusa per non rispettare la legge.
Il personaggio del giudice Fenton è ispirato a un giudice realmente esistito, il giudice Isaac Parker, che per lo zelo con cui condannava gli imputati alla forca, era soprannominato The Hanging Judge. Parker operò a Fort Smith in Arkansas e la sua giurisdizione comprendevano anche i territori dell'Oklahoma, che a fine ottocento erano ancora un territorio di frontiera, sede anche di molte riserve indiane. Un altro aspetto storico che viene messo in evidenza dal film era la difficile e pericolosa attività dello sceriffo federale che operava nei territori di frontiera.
Impiccalo più in alto è il primo film prodotto dalla società di produzione Malpaso Production di proprietà dello stesso Eastwood, fondata nel 1968 e ancora in attività.

Nel film è possibile avvertire tracce delle atmosfere che caratterizzano i western di Sergio Leone, in gran parte proprio per la presenza di Clint Eastwood che interpreta un personaggio molto simile al cavaliere senza nome dei film di Leone. A parte questo però, il livello complessivo è nettamente inferiore, anche se per quanto detto in precedenza, ritengo che valga comunque la pena vederlo.
 
La locandina italiana
del film
STORIA:  la storia non presenta nulla di particolare e non è molto originale, ma ho apprezzato i tanti riferimenti a personaggi e eventi storici. 6/10

PERSONAGGI: Eastwood ripropone in larga misura lo stesso personaggio visto nei film della Trilogia del dollaro, anche se qui non vaga libero per il west ma è a tutti gli effetti un uomo di legge. Interessante la figura del giudice Fenton, mentre i cattivi del film ritengo siano stati un po' trascurati.  6/10

COMPONENTE FEMMINILE: praticamente inesistente, se si escludono le prostitute del bordello locale e dal personaggio di Rachel Warren (Inger Stevens), che però sembra messo lì giusto perché un personaggio femminile ci vuole sempre. 4/10

AMBIENTAZIONE: non è sfruttata al massimo, anche perché gran parte del film si svolge all'interno di paesi piuttosto anonimi. 5/10

SPARATORIE: le scene d'azione breve e non risultano particolarmente entusiasmanti, ma nel complesso sono ben organizzate. 6/10


COLONNA SONORA: nel complesso mi è piaciuta, anche se in certi casi, l'ho trovata un po' troppo invadente. 5/10